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square  IL CENTRO DI ATTIVITÀ ESPRESSIVE
DI VILLA PACCHIANI A SANTA CROCE SULL'ARNO

Ilaria Mariotti

 

Santa Croce è un piccolo comune della provincia di Pisa di circa 14.500 abitanti. Di questi il 20% circa è costituito da migranti di cinquantaquattro etnie diverse, arrivati qui per motivi essenzialmente lavorativi (a Santa Croce le concerie hanno sempre garantito un’occupazione, almeno in tempi in cui un futuro lo si poteva immaginare).

Un paese che si allunga sul fianco del fiume Arno.Un centro storico costituito da una strada principale, una piazza, un gomitolo di strade; il resto dell’abitato si estende altrove, verso nord, verso Fucecchio e Castelfranco di Sotto. Un mercato del sabato affollato e colorato per via di queste tante etnie che lo frequentano. Il più antico bene culturale è costituito da un significativo crocifisso duecentesco conservato nella Collegiata di San Lorenzo.

Villa Pacchiani è addossata all’argine del fiume. Un luogo, Villa Pacchiani, fortemente caratterizzato nei suoi primi anni di vita da una relazione con il territorio, ricco di istanze che verso la produzione del “qui ed ora” andavano reclamando un’attenzione particolare che non è mai stata “localistica” ma che dal locale traeva la propria energia.

Il Centro di Attività Espressive di Villa Pacchiani è stato inaugurato al pubblico nel 1991 quale istituzione voluta dall’Amministrazione comunale di Santa Croce sull’Arno ma dal decennio precedente la Villa veniva utilizzata da artisti quale luogo di sperimentazione di linguaggi e percorsi. Alla direzione del Centro si sono succeduti tre direttori: Romano Masoni (dal 1991), Eugenio Cecioni (dal 2001) e, dal dicembre 2010, la sottoscritta.

Attualmente gli spazi espositivi di Villa Pacchiani sono il Centro Espositivo, al piano nobile, il Centro Polivalente Sandro Pertini, al piano terra, e il giardino.

La grafica d’arte costituisce sicuramente uno degli elementi che, in continuità, caratterizzano Villa Pacchiani e che l’Amministrazione comunale intende coltivare.

Fin dagli anni Ottanta a Villa Pacchiani si tengono laboratori di grafica, attività sostenuta da Romano Masoni in prima persona e condotti da un gruppo di artisti con i quali venne sviluppato il progetto Immagine di un territorio.

I corsi e i laboratori (possibili anche data la presenza di un torchio litografico e poi di un torchio calcografico) continuarono ad essere tenuti anche dopo il 1991, all’interno delle attività del Centro Espressivo e, in seguito, dalla Compagnia dei Liberi Incisori, in alcuni locali che si trovavano nei pressi della Villa.

Quella di Masoni - tra i promotori sia de “Il Grande Vetro”, rivista di politica e cultura nata nel 1977, sia del Circolo del Pestival, attivo fin dagli anni Ottanta, costituito da artisti e intellettuali che si interessavano alla grafica d’arte) - è figura chiave per comprendere l’addensarsi di interessi e di istanze che dal territorio venivano e che furono ciò che costituì il nucleo del progetto originario per la Villa.

Le quattro uscite annuali de “Il Grande Vetro” erano corredate da incisioni che erano donate dagli artisti e la cui vendita serviva, parzialmente, a finanziare l’edizione. La serie inizia con il contributo di Pietro Tredici.

Tra il 1988 e il 1990 Antonio Bobò con Ivo Lombardi e Masoni dà vita al progetto Nuvolanera, edizione di 20 titoli e 20 incisioni con l’intervento di poeti e scrittori. Nel 1990 nasce l’omonima galleria, dedicata alla grafica e attiva fino al 1997.

Nel 1992 il figlio adottivo di Tono Zancanaro, Manlio Gaddi, donò una quarantina tra disegni e incisioni dell’artista. La donazione dette il via alla costituzione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Villa Pacchiani.

Con Masoni, in un clima di estrema attenzione da parte del mondo della produzione grafica internazionale, negli anni Novanta si sono susseguite una serie di mostre e cataloghi legati all’intensa attività espositiva del Centro e alle numerose donazioni che gli artisti hanno fatto in quegli anni al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. Il primo catalogo relativo a questo periodo di vita del Centro fu quello incentrato su Tono Zancanaro e sulla donazione, l’ultimo quello su Nado Canuti.

Nel 2001, durante la direzione di Eugenio Cecioni, incisore e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, viene istituito il Premio biennale per la Grafica (arrivato alla sesta edizione), e il Premio biennale Ex libris – piccola grafica (dal 2006, arrivato alla terza edizione), entrambi ad invito e che tutt’oggi costituiscono due appuntamenti fissi nella programmazione.

Alla donazione del 1992 sono seguite tante altre dovute alla generosità degli artisti che nel corso degli anni Novanta hanno frequentato la Villa, in occasione di mostre monografiche, per rapporti personali o intercessioni dei direttori e grazie ai Premi biennali.

Oggi il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe è costituito da circa oltre 3.600 opere, tutte catalogate, rappresentative di oltre 250 artisti. La Collezione oggi racconta la storia di un luogo, di sensibilità, varia per tecniche, linguaggi espressivi, iconografie, temi.

Durante questi due anni di direzione ho cercato di individuare alcune delle tematiche su cui sentivo la necessità di lavorare in relazione ad un territorio complesso e ad una sua possibile ragion d’essere a livello prima provinciale e poi regionale.

In una provincia non particolarmente attenta ai linguaggi del contemporaneo, Villa Pacchiani si trova ad essere un centro espositivo decentrato rispetto a Firenze e Prato ma si deve misurare e relazionare anche con le attività promosse a Pisa, dove, dal 2007,si è costituitoil Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, e con il Premio internazionale “Biennale d’incisione - Città di Monsummano Terme”, istituito nel1999, destinato agli allievi delle Accademie di Belle Arti italiane e straniere, e cheprevede la partecipazione di autori più affermati, dedicando di volta in volta ad un artista italiano e a unostraniero altre due sezioni fuori concorso. Infine, nel 2002 viene istituito a Calenzano il Premio biennale dedicato all’incisore Pietro Parigi (nel 2010 alla quinta edizione) destinato agli studenti delle Accademie italiane.

Il mio progetto per Villa Pacchiani tiene conto della vocazione per la grafica individuata da chi mi ha preceduto e dalla storia stessa del luogo cercando di iscriverla in una ricerca sui linguaggi della contemporaneità.

Per l’edizione del Premio per la Grafica 2011 (la sesta, la prima di cui mi sono occupata) ho inteso re-interpretare il senso da dare ad un premio di grafica (lì dove l’utilizzo delle tecniche calcografiche sono un requisito essenziale per la partecipazione).

Ho scelto di favorirepercorsi di artisti della generazione “di mezzo” (tra i trenta e i quaranta anni) che lavorano con attitudini che avrebbero potuto trovare una propria ragion d’essere in questo particolare mezzo espressivo (lì dove questi non avessero una produzione specifica legata alla calcografia). Gesto, segno, riflessione sull’immagine, su una certa serialità che la grafica d’arte prevede e questa generazione di artisti intende come percorribile in una dimensione ampia di utilizzo significativo e non esclusivo di certe tecniche. Una possibile riflessione, questa edizione del Premio, sulla concettualizzazione della tecnica riferita a percorsi complessi [Fig. 1].

Molti degli artisti invitati hanno presentato lavori realizzati appositamente per il Premio: Chiara Camoni, Francesco Carone, Dacia Manto, Filippo Manzini, Adriano Nasuti-Wood, Laura Pugno, altri avevano già realizzato alcuni lavori d’incisione progettati e presentati in vari tipi di contesti [1].

Alla collezione e alla storia d’interesse rispetto alla grafica d’arte, ma più che altro rispetto all’utilizzo della grafica di ricerca rimandano le mostre Sei gradi di separazione(2011), sei artisti a confronto con alcuni lavori in collezione (Emanuele Becheri, Luca Lupi, Beatrice Meoni, Paolo Meoni, Fabrizio Prevedello, Eugenia Vanni rispetto a Renato Santini, Alberto Rocco, Edgardo Abbozzo, Mino Rosi, Lorena Pedemonte Tarodo) [Fig. 2].

In termini squisitamente concettuali, rimandano alla grafica contemporanea, al segno e ai mezzi e alle tecniche alcuni dei lavori presentati aSocietà a responsabilità limitata (S.r.l), la mostra personale dell’artista montenegrina Irena Lagator Pejović che si è recentemente conclusa. Quest’ultimo progetto ha inteso invitare un’artista internazionale e creare relazioni con altri paesi in un’ottica di collaborazione, di scambio e di promozione della circuitazione di esperienze artistiche [Figg. 3-4].

Così come al segno, al gesto, alla cancellazione della memoria era riferita la mostra di Massimo Ricciardo e Natalie Nienkemper Cartoline e carabaccia che prevedeva, anche, una performance culinaria sulla commistione delle tradizioni legate alla preparazione del cibo [Fig. 5].

Dallo sguardo sul territorio nasce Così vicino così lontano: un progetto espositivo che valorizzi artisti che vivono nel territorio e che sono molto più spesso conosciuti altrove: nel 2011 è stata la volta di Enrico Vezzi [Fig. 6] e Gianluca Sgherri [Fig. 7], nel 2012 di Pantani-Surace [Fig. 8] e Fabio Cresci [Fig. 9].

Un’attenzione particolare è rivolta agli artisti delle generazioni più giovani e middle career, ma la questione anagrafica ha un’importanza relativa. Quello che per me è interessante è costruire, di volta in volta, percorsi che utilizzano la Villa in modo differente guardando alle ricerche del presente rispetto alla pittura e alla scultura, allo sguardo sulla storia e sulla memoria, al modo dell’arte di focalizzare certi aspetti del nostro vivere presente materializzandoli temporaneamente ora con i video, ora con la scultura, ora con assemblaggi di tutti questi materiali assieme.

La scelta è quella di mostrare alcuni aspetti delle ricerche degli artisti che si ribaltano nella vita quotidiana, che possono partire da aspetti personali ma che trovano una ragion d’essere dello sguardo sulla complessità del presente.

Ma un Centro che si occupa di cultura contemporanea istituito e che dipende da un’Amministrazione pubblica si deve porre in relazione con il territorio quale strumento perché la cultura visiva contemporanea non sia soltanto valutabile secondo un giudizio estetico ma funzioni quale strumento per la costruzione del pensiero critico del cittadino che vive una quotidianità da cui la cultura non sia estranea.

In un contesto quale è quello del luogo che ho descritto in apertura di questo testo il tessuto sociale è argomento di interesse particolare.

In questo senso è stato importante ospitare la parte produttiva di Voicings Italy, il lavoro audio di Laura Malacart, artista italiana che vive da venticinque anni a Londra, commissionato da Radio Papesse e Villa Romana, e parte, insieme ad altri quattro lavori di altrettanti artisti internazionali, di Nuovi Paesaggi/Racconti sonori dalla Toscana [2]. Voicings Italy è un lavoro sul linguaggio sulla difficoltà dei migranti nell’apprendimento dell’italiano e nella comunicazione con i vecchi cittadini, ma è anche un lavoro sulla valenza creativa e poetica dell’errore.

 

Nostalgia del Futuro è il progetto che coinvolge i bambini di due classi della scuola elementare (costituite da bambini provenienti da famiglie di nuovi e vecchi cittadini) e i loro genitori pensato da SCS (Sistema Cultura Santacrocese) costituito dalle tre istituzioni culturali: Teatro Verdi, Biblioteca Adrio Puccini e Villa Pacchiani [3].Nostalgia del futuroè un progetto pilota che coinvolge artisti, scrittori, attori: un percorso tra immagini, parola, gesto, che affronta, attraverso le arti, luoghi comuni, stereotipi, pregiudizi (la parte dedicata agli artisti è stata curata da Pietro Gaglianò). Percorso che utilizza le arti quali strumenti per affrontare il tema difficile dell’integrazione e del rispetto delle differenti identità culturali che convivono oggi nella società utilizzando come punti di partenza i concetti legati ad alcune parole chiave: uguaglianza, muro, ponte, straniero, condivisione, trasformazione.

Argomenti, alcuni di questi, anticipati nella sesta tappa di The Wall - l’archivio, di Pietro Gaglianò che raccoglie contributi sul tema del muro - approdato a Santa Croce in virtù del suo essere contenitore in cui sviluppare relazioni e strumento per approfondire visioni e concetti [Fig. 10].

Ancora sugli aspetti linguistici si basa il progettoA passo uno. Voi siete qui, nato nel 2011 e ancora in corso, di Luca Bertolo: a cadenza irregolare nelle edicole di santa Croce compaiono strilli (o civette): “L’Eco di Santa Croce” declama, con lo stile tipico dell’oggetto di comunicazione, avvenimenti del tutto normali, la quotidianità e la specificità del luogo (le tematiche riguardano la realtà produttiva, questioni sociali, avvenimenti ordinari), una riflessione condivisa sul rapporto tra la realtà e la coscienza che abbiamo di essa.

http://villapacchiani.wordpress.com/

 

 

[Fig. 1] Eugenia Vanni, Sturm und Drang #1, stampa calcografica da tagliere domestico, dimensione tagliere/matrice: cm 26,5x17, 2011 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), vincitrice del Premio Santa Croce Grafica VI edizione (Alis/Filliol, Emanuele Becheri, Chiara Camoni, Francesco Carone, Andrea Chiesi, Matteo Fato, Dacia Manto, Filippo Manzini, Margherita Morgantin, Adriano Nasuti-Wood, Pantani-Surace, Laura Pugno, Sara Rossi, Alessandra Spranzi, Eugenia Vanni, Vaso Zezelj), Centro espositivo di Villa Pacchiani, 15 dicembre 2011- 29 gennaio 2012.

[Fig. 2 Beatrice Meoni, De taciturnitate, particolare dell’installazione, 2011; Mino Rosi,

Album di schizzi, sd, chine a penna , mm 180x275, 31 chine (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposte nella mostra Sei gradi di separazione (Emanuele Becheri, Luca Lupi, Beatrice Meoni, Paolo Meoni, Fabrizio Prevedello, Eugenia Vanni e opere del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Villa Pacchiani), Centro espositivo di Villa Pacchiani, 13 novembre -8 dicembre 2011.

[Fig. 3] Irena Lagator Pejović,Società a responsabilità limitata (S.r.l.),rotoli di scontrini, dimensioni variabili secondo ambiente, 2012 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposta nella mostra Irena Lagator Pejović, Società a responsabilità limitata, Centro espositivo di Villa Pacchiani, 24 novembre - 23 dicembre 2012.

[Fig. 4] Irena Lagator Pejović, Società a responsabilità limitata (S.r.l.),rotoli di scontrini, dimensioni variabili secondo ambiente, 2012 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposta nella mostra Irena Lagator Pejović, Società a responsabilità limitata, Centro espositivo di Villa Pacchiani, 24 novembre - 23 dicembre 2012.

[Fig. 5] Massimo Ricciardo e Nathalie Nienkemper, Cartoline e Carabaccia, 2011(foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), mostra al Centro espositivo di Villa Pacchiani, 20 dicembre 2010 - 6 marzo 2011.

[Fig. 6] Gianluca Sgherri I minimi termini del racconto Enrico Vezzi Prokudin-Gorskij Project per Così vicino così lontano, 2011 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposta nella mostra Enrico Vezzi, Prokudin-Gorskij Project,Centro espositivo di Villa Pacchiani, 28 aprile - 30 giugno.

[Fig. 7] da sinistra: Gianluca Sgherri, Senza titolo, acrilico e olio su tela, cm 85x80, 2008; Gianluca Sgherri, (Elleerre), acrilico e olio su tela, cm 140x90, 2009; Gianluca Sgherri, Senza titolo, acrilico e olio su tela, cm 140x90, 2009; esposte nella mostra Gianluca Sgherri, I minimi termini del racconto Enrico Vezzi, Prokudin-Gorskij Project,per Così lontano così vicino #1, a cura di Ilaria Mariotti, Centro espositivo di Villa Pacchiani, 28 aprile 30 giugno (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani).

[Fig. 8] Fabio Cresci, I pani, ogni elemento cm 12x30x7 circa, 2012 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposta nella mostra Fabio Cresci, I due stampi; Lia Pantani e Giovanni Surace , Who’s next, dovrebbe piovere su di voi e non su di me, per Così lontano così vicino #2, a cura di: Ilaria Mariotti, Centro espositivo di Villa Pacchiani, 28 giugno - 29 luglio e 6 - 23 settembre 2012.

[Fig. 9] Pantani-Surace, Who’s next, dovrebbe piovere su di voi e non su di me, vetro inciso ed argentato, 48 elementi, cm 30x22 (ognuno), 2006-2012 (foto Andrea Abati, courtesy Villa Pacchiani), esposta nella mostra Fabio Cresci, I due stampi; Lia Pantani e Giovanni Surace , Who’s next, dovrebbe piovere su di voi e non su di me, per Così lontano così vicino #2, a cura di: Ilaria Mariotti, Centro espositivo di Villa Pacchiani, 28 giugno - 29 luglio e 6 - 23 settembre 2012.

[Fig. 10] The Wall (archives) #6 – on the river, a cura di Pietro Gaglianò con la collaborazione di Ilaria Mariotti, mostra al Centro espositivo di Villa Pacchiani, 31 marzo al 6 maggio 2012 (foto Andras Calamandrei).

 

NOTE
[1]
La lista si completa con i nomi di Alis/Filliol, Emanuele Becheri, Andrea Chiesi, Matteo Fato, Margherita Morgantin, Pantani-Surace, Sara Rossi, Alessandra Spranzi, Vaso Zezelj.
[2]
un progetto di Radio Papesse e Villa Romana, curato da Lucia Farinati, nell'ambito di Compagni di Viaggio per Toscanaincontemporanea 2011 ed è stato co-prodotto dal Comune di Santa Croce sull’Arno.
[3]
Il progetto, che al momento si è sviluppato su due anni scolastici, è sovrainteso dall’Assessorato alla cultura e le direzioni di Teatro Verdi, Villa Pacchiani e dalla responsabile dei Serv.