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UN PATRIMONIO DA SALVARE

Gerardo de Simone, Emanuele Pellegrini

 

Questo numero di «Predella» è doppiamente speciale. La parte monografica è dedicata al patrimonio colpito dal sisma in Italia centrale, attraverso testimonianze, saggi, interviste: testi raccolti ‘a caldo’ che riflettono reazioni e riflessioni, talora autorevolissime e spesso accorate, a fronte delle terribili ferite inferte dal terremoto a persone, opere, monumenti, borghi, città. Stampato già a fine 2016, il numero è stato presentato nei mesi scorsi in varie città d’Italia con l’auspicio di sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica, e per raccogliere fondi attraverso le vendite per il restauro di un’opera d’arte danneggiata, d’intesa con il nostro editore ETS. A tal fine eccezionalmente non pubblicheremo in open access sul nostro sito i contenuti di questo numero monografico, limitandoci agli abstract dei vari interventi, per stimolare ulteriormente le vendite. Invitiamo pertanto tutti ad acquistare e far acquistare le copie di questo speciale, ordinandolo in libreria o acquistandolo direttamente sul sito dell’editore[1]. A distanza di molti mesi ormai dalle scosse, se il patrimonio mobile può considerarsi in buona parte messo in sicurezza (ma tutta da verificare è la tempistica dei restauri di oggetti in condizioni spesso rovinose), rimane il problema immenso e oneroso dei monumenti e delle opere inamovibili, la cui prolungata esposizione alle intemperie rischia di causare perdite irrecuperabili[2].

Ma non è solo la parte monografica che ha un carattere speciale, bensì anche la sezione in genere miscellanea. Su impulso di Bruno Zanardi abbiamo infatti deciso di affiancare al numero sul terremoto la pubblicazione on line dei maggiori lavori di Giovanni Urbani, il Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria (1976) e La protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico (1983). Scansionati e caricati sul sito di «Predella», sono ora disponibili a una più larga diffusione e consultazione. In aggiunta a questi testi fondamentali, stampati ormai circa quaranta anni fa in non elevata tiratura e di fatto oggi piuttosto rari, Bruno Zanardi – che ringraziamo sentitamente per il grande lavoro svolto – ha raccolto una serie di studi che contribuiscono alla conoscenza della figura e dell’opera di Urbani: una biografia, una bibliografia degli scritti completa e una serie di interviste a varie personalità che hanno conosciuto e interagito con Giovanni Urbani, in parte già pubblicati dallo stesso Zanardi in libri e riviste. Una seconda sezione monografica, dunque, eloquentemente intitolata Giovanni Urbani e la tutela negata del patrimonio artistico[3].

Come un dittico bivalve, il numero presenta da un lato l’attualità tragica degli eventi sismici sul territorio centro-italiano e dall’altro l’impegno per la prevenzione e per la salvaguardia dai danni che questi eventi sismici hanno provocato e provocano. Dimostra con una sfacciata naturalezza quanto sia fondamentale il concetto di prevenzione e soprattutto di pianificazione; forse la nostra lacuna più grande, di cui paghiamo ogni volta conseguenze sempre più pesanti. È proprio in questi frangenti che la memoria e il futuro dimostrano quanto siano connessi e quanto bruci la loro mancata connessione nel presente che immancabilmente, in Italia, si tinge del solito, tanto inutile quanto bizantino esercizio di individuazione di colpe e responsabilità. Basterebbe mettere metà delle energie impiegate in questo stupido e sterile esercizio ex post per pervenire a una sufficiente prevenzione. 

Un conto le parole, un altro i fatti.

 

(aprile 2017)



[2]Aggiornamenti, riflessioni e analisi sulla situazione delle località colpite, sui provvedimenti promessi (attuati e inattuati), su strategie di intervento, assegnazione dei fondi, responsabilità politiche e operative, e così via possono leggersi sui blog https://emergenzacultura.org e http://storiedellarte.com.

[3]I direttori e tutta la redazione di «Predella» devolvono un sentito ringraziamento al Segretario generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Antonia Pasqua Recchia per la concessione del permesso di ripubblicare i testi di Giovanni Urbani; ad Andrea Ceravolo, Elena Giusti, Tania Iannizzi, Caterina Tangheroni per il lavoro svolto nella scansione e preparazione dei testi di Giovanni Urbani.