Le risorse in rete per lo storico dell’arte – I parte

a cura di Marco Rossati Dalla Torre

 

Premessa
Si presenta qui la prima parte di un elenco di siti utili, scritto in origine per aiutare gli studenti di storia dell’arte più giovani a familiarizzarsi con le risorse disponibili in rete. Nei tre numeri successivi di Predella verrà via via presentato il resto del documento, diviso in cinque sezioni.
Una versione completa del file è disponibile sul sito della Biblioteca della Scuola Normale Superiore (http://biblio.sns.it/it/collezioni/storiaarte/): esso verrà progressivamente aggiornato e completato con le nuove segnalazioni pervenute.
Ricordiamo inoltre che allo stesso indirizzo è possibile trovare una ricca sitografia storico-artistica (già curata da Claudia Lamberti, ora a cura di Elisa Fiocchi), nella quale il nostro elenco è destinato ad essere fuso ed incorporato. Tale sitografia è suddivisa in quattro sezioni, elencate nel menu a sinistra: ‘Banche dati’, ‘Periodici elettronici’ e ‘CD-ROM in rete’  sono i siti  accessibili solo dalla rete della Scuola (non suddivisi per materia). ‘Altre risorse elettroniche’ sono invece quelle in libero accesso, raggruppate a seconda della disciplina.

Introduzione
Le risorse storico-artistiche disponibili in rete diventano ogni giorno più ricche e numerose, tanto che è divenuto ormai difficile tenere dietro a tutte le novità: per questo motivo abbiamo stilato un elenco dei siti principali da noi conosciuti. Naturalmente il testo che segue è solo una scelta dei siti possibili, fatta a partire dagli interessi dell’autore: il baricentro della selezione è abbastanza chiaramente l’arte medievale e la prima età moderna in Italia (con una certa apertura verso il Nord-Europa e la Spagna); sicuramente diversa sarebbe stata la scelta di un archeologo, di un bizantinista o di un contemporaneista.
In generale si è preferito mettere un sito in più, piuttosto che uno in meno (il lettore può sempre saltare alla voce successiva quando trova qualcosa che non lo interessa); ma si è anche cercato di inserire solo gli strumenti già davvero utili e funzionali, lasciando da parte i progetti che non sono ancora così avanzati da fornire subito grandi potenzialità. Qualche deroga a tale principio è stata concessa alle ricerche in corso a Pisa o Firenze, oltre che ai siti che ci sembravano già avviati verso una crescita molto rapida.
Pensiamo in effetti che l’ostacolo maggiore alla fruizione dei siti storico-artistici sia, ormai, proprio il fatto che siano divenuti tanto diversi e numerosi che risulta molto difficile controllarli tutti e capire quali contengano una risorsa davvero utile alle nostre ricerche. Anche se (quasi) tutti i siti dichiarano le proprie finalità, non è sempre facile imparare ad usarli, e ancora meno capire quali siano tutti i loro pregi e potenzialità, o al contrario limiti e difetti. Per questo abbiamo accompagnato i link principali con una breve introduzione che cerca di consigliare la strada migliore per sfruttare ogni risorsa; nel caso di alcuni database, per esempio Casalini, il problema non era solo capirne il funzionamento, ma anche discernere, nel mare magnum di materiale disponibile (non diviso per materia, ma per editore), che cosa potesse interessare uno storico dell’arte. In casi del genere abbiamo aggiunto all’introduzione un piccolo elenco di titoli notevoli incontrati, per quanto tale scelta sia necessariamente soggettiva ed incompleta. Così abbiamo fatto anche nel caso del database INHA, privo di un elenco sintetico iniziale, utile a rendere subito evidente la consistenza della collezione. Certamente più chiaro risulta, per esempio, il database di Tours, che infatti non ha richiesto un lavoro del genere.
Per renderne più facile la consultazione l’elenco è stato diviso in cinque sezioni che raggruppano i siti a seconda dello scopo principale per cui vanno utilizzati. All’interno di ogni sezione abbiamo cercato di disporre i link in ordine di importanza, anche se l’utilità di ciascuno è ovviamente relativa (di solito si è cercato di collocare prima gli strumenti di interesse generale, e poi i progetti più specifici). Visto che l’elenco è stato pensato prima di tutto come un aiuto ai più giovani, non abbiamo mai considerato ovvio nessun sito, segnando anche quelli che molti considererebbero scontati, in quanto “ormai notissimi”. Per lo stesso motivo il tono con cui sono scritti i consigli rimane sempre colloquiale, e la forma in cui i siti sono stati disposti e presentati non è più curata del minimo necessario alla chiarezza. Del resto l’elenco rimane un work-in-progress, aperto a modifiche, correzioni, aggiunte e miglioramenti: siamo infatti sicuri che in un futuro più o meno imminente andrà rimaneggiato e riscritto per aggiornarlo alle novità ed ai progressi della rete. Aspettiamo anzi con fiducia segnalazioni di lacune e nuovi progetti non ancora riportati (vi invitiamo a scrivere al sottoscritto marco.rossati@gmail.com)

I

Ricerca di Bibliografia

 

Per trovare libri nell’area di Pisa:

 

Il primo luogo dove uno studente della Scuola Normale Superiore o dell’Università di Pisa può cercare un libro non troppo raro è il catalogo delle biblioteche pisane:

1) http://ultimatebib.sns.it/F

È il catalogo della Biblioteca della Normale (i non normalisti devono fare una tessera apposita per accedervi). Tutto ciò che è posseduto è schedato, anche i microfilm (ma vedi sotto).
Per il settore arte i punti di forza della biblioteca sono diversi e a volte un po’ discontinui (è sostanzialmente cresciuta in base agli interessi dei professori e dei normalisti che vi hanno lavorato, quindi non per creare un’altra biblioteca come quella del Dipartimento di storia dell’arte dell’Università di Pisa, fornita delle cose fondamentali di ogni campo delle arti visive). I settori Fonti, Storia della Critica e Storia del Collezionismo sono sicuramente alcuni di questi, ma ciò per cui la biblioteca della Scuola Normale è davvero incomparabilmente più ricca rispetto a quella del dipartimento è la storia della vetrata e la storia dell’arte nordeuropea (arco alpino, Austria e Germania soprattutto; ma anche scultura gotica francese e primitivi fiamminghi), tanto per le monografie che per la letteratura guidistica.
Si è detto che tutti i microfilm sono schedati, ma c’è un’eccezione: le microfiches del fondo Cicognara (1767-1834), famoso storico dell’arte ferrarese il cui ricco lascito alla Biblioteca Vaticana è stato interamente fotografato da una coppia di storici dell’arte americani (i coniugi Fehl). La nostra biblioteca possiede questa raccolta di microfiches che si possono leggere (oltre che  scaricare su penna USB o masterizzare su CD)  da un’apposita postazione del Palazzo del Capitano (come viene comunemente detta la sezione di storia dell’arte, letterature straniere e scienze sociali, in via del Castelletto a Pisa). Essa è molto utile per testi rari e antichi di argomento storico-artistico, che spesso non si trovano a Pisa. Nel catalogo della Biblioteca si trova solo la scheda relativa alla “Biblioteca Cicognara” nel suo complesso, mentre le singole opere sono reperibili in un apposito catalogo a stampa. Per sapere se un libro si trova in tale collezione consigliamo di utilizzare un altro strumento che citeremo poco sotto, cioè Kubikat. Provate ad esempio a cercare (per titolo) il libro “Dispareri in materia d'architettura et perspettiva”, opera (assente a Pisa) dell’architetto lombardo Martino Bassi (1542-1591). Accanto a ZI troverete chiaramente scritto “ZI: Microfiches/ Cicognara”; accanto a KHI troverete l’abbreviazione “CIC(ognara)” e subito dopo il numero della microfiche, lo stesso numero a cui la troverete collocata nello schedario apposito della nostra biblioteca. Tale schedario è chiuso in una stanza del Capitano: per accedervi bisogna richiederlo al mattino al bibliotecario. Le microfiche non sono in libero accesso e possono essere consultate durante l’orario del servizio di distribuzione: dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00; lunedì e giovedì  pomeriggio dalle 15:00 alle 17:00. Il catalogo a stampa è invece disponibile in duplice copia, una conservata assieme alle microfiches e una liberamente consultabile a scaffale (collocazione 730 C568).

 

 

2) http://sba2.adm.unipi.it:8991/F

Aleph è il catalogo unificato delle Biblioteche universitarie pisane. Quella del Dipartimento di Storia dell’Arte, normalmente detta “San Matteo” (si trova accanto all’omonimo Museo sul Lungarno) è piuttosto ben fornita: non sembra avere dei settori particolarmente privilegiati, ma proprio per questo è più completa, meno discontinua del Capitano. Oltre che per la mancanza di alcuni libri importanti (che normalmente si trovano in tutte le buone biblioteche d’Arte), il Capitano è molto meno fornito del San Matteo per almeno tre settori: la Storia dell’Architettura, la Storia dell’Arte contemporanea e i cataloghi delle mostre recenti (oltre che, naturalmente, la Musica, il Cinema ed il Teatro contemporaneo).
Il catalogo dei libri è online per i titoli acquisiti dal 1990 in poi. È in corso la catalogazione del retrospettivo che dovrebbe concludersi a breve. Il catalogo online dell’Università di Pisa contiene solo record bibliografici relativi a monografie. Per trovare i periodici posseduti dalle biblioteche dell’ateneo bisogna invece usare il catalogo ACNP (vedi sotto).
Le biblioteche dell’Università di Pisa gestiscono i loro periodici solo attraverso ACNP, perciò per sapere se una rivista è posseduta dall’ateneo bisogna consultare ACNP e non il catalogo Aleph.

In ACNP si trovano anche i periodici posseduti dalla Biblioteca della Scuola Normale, con lo stesso grado di aggiornamento. Il catalogo locale ha però due vantaggi: ci sono anche i periodici di cui la Scuola possiede solo qualche fascicolo (assenti in ACNP) e le lacune sono segnalate in maniera più dettagliata.
Infine è necessario tenere presente che per i periodici elettronici né ACNP, né tanto meno gli OPAC dell’Università e della Scuola Normale garantiscono una copertura completa. Per sapere se l’Università o la Scuola Normale sono abbonate ad un certa rivista online e’ sempre consigliabile  cercarla anche negli appositi elenchi, separati dal catalogo, disponibili sul sito della Biblioteca della Scuola NormaleScuola Normale (http://biblio.sns.it/it/risorseonline/
accessoriservato/periodicielettronici/) e sul sito dell’Area Bibliotecaria Archivistica e Museale dell’Università di Pisa (http://biblio.unipi.it/biblioteche/container.php?
sezione=cataloghi&pagina=ejournals).

 

3) http://opac.pisa.sbn.it/opaclib/opac/pisa/avanzata.jsp 

La Biblioteca universitaria di Pisa, sita nel palazzo della Sapienza (piazza Dante) è molto fornita, specie di fondi antichi (manoscritti, incunaboli e cinquecentine). Non è specializzata in storia dell’arte, ma possiede alcuni libri importanti assenti nelle altre biblioteche pisane (per esempio i due volumi de “L’iconographie de l'art profane au Moyen-age et à la Renaissance” di Van Marle).

 

4) http://leonardo.isti.cnr.it/metaopac/mich/mop/mop.html

MOP è il meta-OPAC pisano. Consente di risparmiare tempo se si vuole cercare un libro nei due siti appena citati. Inoltre comprende anche il catalogo di molte altre biblioteche, ma nessuna specializzata in arte (non vi è infatti collegata quella della Soprintendenza, sita a Palazzo Reale: forse potrebbe esservi aggiunta in futuro). Tra queste: la Sapienza, la Scuola Superiore Sant’Anna, il CNR, la Biblioteca Comunale e le biblioteche di alcuni licei di Pisa, oltre ad alcune biblioteche della Provincia.

 

Per trovare riviste nell’area di Pisa e in tutta Italia:

http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html

ACNP: Catalogo nazionale dei periodici, gestito dall’Alma Mater di Bologna. Indica per lo più biblioteche universitarie e di scuole ed istituti di ricerca; non comprende quindi tutte le comunali (come invece fa di solito il catalogo ICCU; vedi sotto). Per le riviste dovrebbe essere anche più affidabile del catalogo dell'Università di Pisa-Aleph, ma è sempre meglio controllare entrambi. Segnala le presenze in ordine alfabetico di provincia: non del nome esteso della provincia però, ma della targa automobilistica; quindi le biblioteche di Torino (TO) stanno dopo quelle di Trento (TN); Roma (RM) dopo Rimini (RN). Se non sapete esattamente la targa conviene scorrere tutta la lettera o utilizzare il comando 'trova' nel menu 'modifica' (per inciso alcune targhe ora sono cambiate ma lì rimangono con la vecchia sigla: le biblioteche di Urbino dovrebbero stare sotto PU: provincia di Pesaro e Urbino, invece sono ancora sotto PS: Pesaro).

Per una bibliografia dettagliata su argomenti storico-artistici:

1) http://www.kubikat.org/mrbh-cgi/kubikat_it.pl

Kubikat. È il catalogo unificato di tre delle più grandi biblioteche d’arte d’Europa, tutte gestite dai tedeschi (la Biblioteca Hertziana di Roma, il Kunsthistorisches Institut di Firenze e il Zentralinstitut für Kunstgeschichte di Monaco). Generalmente si dice che la prima sia la più completa per studiare la tarda Antichità, il Medioevo, il Rinascimento ed il Barocco a Roma e nell’Italia centro-meridionale (e dopo la riapertura dell’Istituto nel 1953, anche la storia dell’architettura), la seconda per studiare l’arte in Toscana ed Italia Settentrionale (e ultimamente anche la storia dell’arte dell’area mediterranea,  anche di ambito islamico e bizantino, e l’arte italiana del XIX secolo), il terzo l’arte transalpina (in particolare tedesca, ma anche francese), insulare, esteuropea e balcanica. È sempre il sito migliore da cui iniziare, visto che è veloce, gratuito e riporta molti degli articoli usciti in rivista, atti di convegno, cataloghi, ecc. (anche se solo da una certa data in poi). Se un articolo manca a Firenze e c'è a Monaco è possibile farlo arrivare scansionato in pdf con “ZI fornitura documenti”, ma bisogna pagarlo. NOTA: I titoli con genitivo sassone si possono trovare solo non omettendo il genitivo sassone stesso. Quindi le “Vite di Vasari” vanno cercate sia provando con “Vasari’s” che con “of Vasari” (non basta “Vasari lifes”). La ricerca per autori va effettuata così: castelnuovo, enrico (o meglio ancora:  castelnuovo, e. )

2) http://web5s.silverplatter.com/webspirs/
start.ws?customer=ysnspisa
; se non funziona meglio fare:

http://biblio.sns.it/it/risorseonline/
accessoriservato/banchedati/
e cliccare su BHA

Noto come BHA (Bibliography of History of Art). È importante, ma non è libero (si può usare dalla rete della Scuola Normale Superiore, non da casa) e va usato con discrezione: più che per trovare i primi testi durante una ricerca, va usato per trovare articoli o libri specialistici pertinenti a un argomento; proprio quest'ultima è la potenzialità che ha in più rispetto a KUBIKAT: se scrivete il nome di un'artista o un argomento, non vi darà solo i contributi nel cui titolo si trovano tali parole, ma anche una serie di titoli, magari dedicati ad altro, in cui comunque si parla o si fa riferimento all'argomento che vi interessa.

OPAC nazionale e OPAC locali particolarmente utili e potenti:

 

1) http://OPAC.sbn.it/cgi-bin/IccuForm.pl?form=WebFrame 

  oppure     http://www.internetculturale.it/moduli/opac/opac.jsp

Il primo è l’OPAC del Servizio Bibliotecario Nazionale, gestito dall’ICCU (acronimo di “Istituto centrale per il catalogo unico”), e raccoglie 3340 biblioteche italiane di varia tipologia (statali, di enti locali, delle università e degli istituti di ricerca, ecc..). Serve soprattutto quando cercate un libro o un periodico (non articoli) di argomento non strettamente storico artistico, o magari una fonte piuttosto vecchia, importante anche per gli storici dell'arte, che però può non essere necessariamente in possesso di KUBIKAT. Il secondo è un’interfaccia diversa dello stesso catalogo, inserita in un portale di contenuti digitali, che offre serivizi aggiuntivi quali la possibilità di collegarsi direttamente ad un opac locale (se esiste), e di sapere se il libro è disponibile per il prestito interbibliotecario.
Sono i primi motori da usare se non è possibile trovare un libro a Pisa, per sapere in che città cercarlo; se è in Italia arriva nell’arco di qualche settimana.
NB: su questi due opac non è stato riversato né il catalogo della Scuola Normale né quello del KUBIKAT; inoltre è aggiornato, ma non troppo affidabile: quindi non credete che se un libro non è segnato a Pisa o a Firenze su ICCU non ci sia davvero, provate sempre a cercare anche sul catalogo dell'Università o della Biblioteca Nazionale di Firenze.

 

2) http://catalogo.iris.firenze.it:8991/F

IRIS è un OPAC di biblioteche fiorentine, per lo più specializzate in storia dell'Arte: al suo interno si trovano la Biblioteca degli Uffizi, la Berenson ai Tatti, la Longhi, l'Istituto di Studi sul Rinascimento a Palazzo Strozzi e la Biblioteca dell'Istituto Olandese di Storia dell'Arte. Quest'ultima è aperta al pubblico (è in Via Torricelli, sulla collina a sud di Firenze poco prima di Poggio Imperiale), le altre hanno generalmente bisogno di una lettera di presentazione e di un'iscrizione.

 

3) http://www.reteurbs.org/screens*ita/mainmenu2_ita.html

Urbs (Unione Romana Biblioteche Scientifiche) è un grosso opac di 13 biblioteche, quasi tutte appartenenti ad Istituti di cultura stranieri a Roma (per la precisione a queste ‘accademie’ o ‘scuole’: francese, spagnola, britannica, americana, svizzera, austriaca, olandese, danese, svedese, norvegese e finlandese). Nella versione ‘Urbs plus’ si consultano contemporaneamente anche la Biblioteca dell’Istituto belga, e quella del famoso DAI (Deutsche Archäologische Institut), la massima biblioteca del settore in Italia. La cosa ottima di Urbs e di DAI è soprattutto  questa: spogliano molte  riviste e i volumi miscellanei in loro possesso, un po’ come Kubikat fa per gli articoli di interesse artistico (anche se non sono egualmente efficaci).

 

Per argomenti e letteratura francesi:

1)
http://www.sudoc.abes.fr/LNG =FR/DB=2.1/IMPLAND=Y/CHARSET=ISO-8859-1/DB_START

SUDOC è l'ICCU francese, ma solo delle biblioteche universitarie (quindi non comprende la Bibliothèque Nationale: http://www.bnf.fr/)
 

2) http://catalogue.inha.fr/loris/jsp/index.jsp?_forward

INHA: Institut National d'Histoire de l'Art è la più grande biblioteca d'arte francese, una specie di ‘Germanico’ ma con sede a Parigi (non effettua, però, lo spoglio sistematico delle riviste)

 

Per argomenti e letteratura anglosassoni:

1) http://library.sas.ac.uk/search~24/   Catalogo Università di Londra (include Warburg Institut)

 

2) http://warburg.sas.ac.uk/mnemosyne/entrance.htm

Biblioteca del mitico Warburg Institute a Londra (iniziata con il trasferimento nel 1934 della biblioteca fondata da Aby Warburg ad Amburgo). Comprende 330.000 Volumi  e 3000 periodici, oltre che una fototeca di 300.000 immagini.  Molto utile è la pagina dedicata dal sito alla “digital collection”, in cui sono liberamente accessibili molti testi – suddivisi per tipologia o soggetto – scansionati o trascritti dallo stesso Istituto o da altri progetti (cui si rimanda con un link).
http://warburg.sas.ac.uk/mnemosyne/DigitalCollections.htm 

 

3)  http://www.bbk.ac.uk/lib/subguides/
artshum/historyofart/ahll

Elenco di biblioteche d’Arte a Londra (con link e descrizione del posseduto, anche se solo per alcuni). Segnaliamo il Courtauld Institute, con una grande biblioteca e la maggiore fototeca d’Europa  (ne  parleremo nella terza sezione).

 

4) http://copac.ac.uk/

 Opac Biblioteche Nazionali e Universitarie di Regno Unito e Irlanda (comprende la British Library)

 

Per trovare un libro rarissimo che non trovate in nessuno dei siti precedenti la soluzione estrema è:

 

1)   http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk.html 

MetaOPAC (o meglio sarebbe dire megaOPAC) di moltissimi OPAC nazionali e cataloghi di biblioteche nazionali nel mondo. È gestito dall'Università di Karlsruhe: bisogna cliccare i cataloghi in cui si deve effettuare la ricerca (in Germania, Austria, Svizzera o nel resto del mondo).

 

2) http://www.artlibraries.net/

Stessa cosa del precedente ma di biblioteche specializzate in storia dell'arte in Europa ed America.

 

3) http://azalai.cilea.it/mai/

Altra soluzione estrema (per indagini in campo italiano) è il MAI, cioè Meta-Opac Azalai Italiano. Si tratta di un altro ‘mega-OPAC’ che lancia la ricerca in moltissimi OPAC italiani (un totale di 280 cataloghi), per poi riportare i risultati in una stessa pagina. Come avverte il sito stesso nella prima pagina: “è indicato per la ricerca di documenti poco comuni non trovati in altri cataloghi italiani. Usarlo come strumento di ricerca primario è sconsigliabile, perché produce risultati sovrabbondanti e rallenta il funzionamento”.

 

Per articoli di altre materie e per lo spoglio di riviste (un elenco di certo incompleto):

 

– Per la storia dell’arte abbiamo già segnalato Kubikat e BHA, che rimangono i motori di ricerca migliori. Se qualcosa gli è per caso sfuggito o non è stato reputato abbastanza ‘artistico’ da essere schedato (a volte succede), si può provare con Urbsplus, se si conosce l’autore o il titolo dell’articolo cercato. Nel caso invece ci si ricordi in che rivista è apparso ma si sono persi gli estremi dell’articolo, si può sfruttare l’Istituto Datini di Prato, utile anche se si vogliono ‘sfogliare’ gli indici di una rivista, per avere un’idea di chi vi scrive e quali sono gli argomenti più trattati.
NOTA: questo sito serve solo per riviste non storico-artistiche, ma miscellanee, storiche o locali. Può essere comunque utile a uno storico dell’arte avere disponibili gli indici degli “Annali della Scuola Normale”, delle “Annales”, del “Bollettino Storico Pisano”, o di “Actum Luce” (rivista di studi lucchesi).

http://www.istitutodatini.it/biblio/riviste/htm/elenco.htm#a

 

– Per l’archeologia il sito migliore rimane probabilmente quello del DAI, o meglio ancora ZENON-DAI, OPAC dei nove Istituti archeologici tedeschi disseminati tra Germania e resto del mondo (Berlino, Monaco, Francoforte, Bonn, Madrid, Roma, Atene, Istanbul e Il Cairo). Dalla rete della Scuola Normale è possibile sfruttare un database ancora più potente chiamato Dyabola (basato sul catalogo del DAI di Roma, ma non identico), progetto di cui parleremo nella sezione dedicata alla ricerca delle immagini. Nella biblioteca della Scuola è anche possibile consultare un Cd, chiamato “ITALICA: database di archeologia e discipline affini”, specifico per le pubblicazioni sull’area italiana dal 1950 al 2003:

http://www.dainst.org/index_49_it.html (libero). Nota: nella ricerca per autori non bisogna segnare il nome, ma solo il cognome (al massimo accompagnato dall’iniziale con un punto: Faedo L.). Lo stesso vale anche se si lancia la ricerca partendo da Urbs, anche se tale sito dichiara all’inizio di cercare con cognome e  nome (invece segnando “Faedo, Lucia” non compaiono tutti gli articoli spogliati dal Dai).

http://www.dyabola.de/en/indexfrm.htm?
page=http://www.dyabola.de/
(solo dalla rete della Scuola Normale)
Nota: nella ricerca per Autore è necessaria la maiuscola del cognome.

 

- Se l’argomento non è solo di Archeologia, ma più in generale di antichistica, lettere classiche o filologia, il motore senza dubbio più potente è la celebre “L'année philologique”:

http://www.annee-philologique.com/aph/ (a pagamento, accessibile dalla rete della Scuola).

 

– Per il Medioevo, soprattutto quello nordico, esiste un sito curato dall’editore belga Brepols:

http://www.brepolis.net/ (solo dalla rete della Scuola).

 

– Per Umanesimo e Rinascimento esiste, curato dall’editore ginevrino Droz, la “Bibliographie Internationale de l'Humanisme et de la Renaissance” :

http://bihr.droz.org/index.php  (solo dalla rete della Scuola).

 

– Per le riviste di italianistica a partire dal 2000 esiste Italinemo:

http://www.italinemo.it/ (libero).

 

– Per le riviste di Storia dal 1999 in poi (oltre all’Istituto Datini) esiste un motore di ricerca della Bayerische StaatsBibliothek. Si chiama “Zeitschriftenschau Geschichte”.
http://mdz1.bib-bvb.de/~zs/ (libero).

 

– Per articoli di filosofia dal 1940 in poi esiste “Philosopher's Index” :

http://web5s.silverplatter.com/webspirs/
start.ws?customer=ysnspisa

(solo dalla rete della Scuola Normale).

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