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Home Indice e rubriche Figure Il Museo Nacional del Romanticismo de Madrid. Forme del vivere della borghesia Isabelina

Il Museo Nacional del Romanticismo de Madrid. Forme del vivere della borghesia Isabelina

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di Elisabetta Stinco

 

[...] No es lo más interesante de ellos que sean buenos cuadros, sino que son huella de una generación, impronta de un estilo de vida [...]1. Con questi toni il filosofo madrileno J. de Ortega y Gasset, nei primi anni Venti del secolo scorso, si esprimeva in favore della creazione di un museo tematico sul Romanticismo spagnolo, proprio a partire dalle sue più concrete espressioni storico-artistiche.

Siamo nel dicembre del 1922 e, dopo appena due anni, in un barrio storico del centro cittadino, sarebbe stato aperto il Museo Romántico: l’ambizione era quella di evocare i modi del vivere della borghesia madrilena in età romantica e, attraverso questi, ricostruire il fascino di un’intera epoca.

A distanza di quasi un secolo dalla sua prima inaugurazione, la sede del Museo Romántico, ora denominato Museo Nacional del Romanticismo, ha recentemente riaperto al pubblico le proprie raccolte.

Cenni sulle origini e l’evoluzione storica del Museo Romántico.

La nascita del museo si ricollega all’intraprendenza del marchese Benigno de la Vega-Inclán y Flaquer, personalità di spicco della cultura spagnola, nonché fine collezionista, vissuto tra Otto e Novecento2. Il marchese auspicò a lungo la creazione di un museo dedicato ad illustrare il pensiero e l’arte del Romanticismo; una sua prima iniziativa concreta si registrò nel 1921 quando scelse di donare allo Stato spagnolo un nutrito gruppo di dipinti di sua proprietà, nonché mobili e libri, tutti di età ottocentesca, che nello stesso anno furono oggetto di una breve esposizione organizzata dalla Sociedad Española de Amigos del Arte (fig. 6)3. La rassegna fu ospitata presso la Comisaría Regia de Turismo y Cultura Artística Popular, in Calle de San Mateo, un luogo che, curiosamente, a distanza di breve tempo, sarebbe divenuto proprio la sede del nuovo Museo Romántico di Madrid4. Quest’edificio, di stile neoclassico, fu costruito nella seconda metà del Settecento dall’architetto Rodríguez García per conto del Marchese de Metallana5. Dai primi dell’800 l’immobile fu acquisito dal Conte de la Puebla del Maestre che vi abitò con la propria famiglia, conservandone la proprietà fino al 1927: ed in questa fase l’edificio assunse la configurazione di un palazzo residenziale.

1 alenza stira del suicidio romntico 1839 c 2 esquivel escena de baile bolero 1830 c 3 pleyel pianoforte 1848-1854

Don Benigno aveva inizialmente preso in affitto l’edificio per collocarvi la citata Comisaría Regia, pensando invece all’Hospicio de San Fernando, nella vicina Calle de Fuencarral, quale sede per il Museo Romántico6. I forti contrasti sorti per l’acquisizione dell’Hospicio madrileno spinsero tuttavia il Marchese ad optare in via definitiva per la sede in Calle de San Mateo, dove nel 1924 ebbe luogo l’inaugurazione ufficiale del nuovo museo7.

All’architetto José Manuel González-Valcárcel fu affidato l’incarico di provvedere negli anni 1944-1947 alla sistemazione dell’immobile. I suoi interventi riguardarono in particolare il piano nobile dell’edificio, per adeguarlo alla nuova funzione espositiva senza tuttavia alterarne la connotazione residenziale: ispirandosi ad un principio di lógica circulación, González-Valcárcel istituì un collegamento fisico tra le sale e gli spazi destinati a museo furono ampliati fino ad occupare l’intero piano8.

Questa rinnovata concezione dello spazio, che si conserva anche nell’allestimento attuale, permise di collocare in modo più organico le raccolte del neo istituito museo, che via via negli anni continuarono ad accrescersi, grazie ad apporti di privati, al deposito di alcune opere del Museo del Prado, e al consistente ultimo lascito del Marchese Vega-Inclán, scomparso nel settembre del 19429.

Il Museo Romántico fra antiche scelte espositive e nuove esigenze museografiche. Il recente programma dei lavori, imponente per durata e per entità di investimenti, è stato avviato nel 200210: la necessità di realizzare un generale adeguamento agli standard della museografia contemporanea ha posto anche le premesse per un parziale ripensamento del percorso espositivo, secondo un approccio più appropriato scientificamente11. La scelta di collocare l’esposizione permanente al primo piano, voluta alla metà del Novecento da González-Valcárcel, è rimasta sostanzialmente invariata.

In occasione dei recenti interventi, si è scelto in primo luogo di incrementare il numero degli oggetti esposti; le ricche raccolte comprendono oggi dipinti e sculture, oggetti d’arte sacra, strumenti musicali, libri, stampe e fotografie, arredi e suppellettili. Il carattere così eterogeneo delle collezioni, nonché la configurazione del piano nobile, ha permesso di elaborare in modo organico e ragionato il modus vivendi di un’anonima famiglia ottocentesca e i rituali della sua quotidianità. Per ragioni di opportunità, si è scelto tuttavia di circoscrivere l’attenzione ad un preciso ceto sociale, la borghesia, anche in accordo con le vicende storiche dell’edificio, come detto, abitato in età romantica dai Conti de la Puebla del Maestre.

Nel chiarire i criteri di impostazione risulta forse non adeguatamente esplicitato un dato importante: e cioè il fatto che non si tratta di una residenza ‘musealizzata’, cioé di una casa-museo stricto sensu, ma di una vera e propria ricostruzione che, pur attraverso dirette testimonianze di quell’epoca, è intenzionalmente ‘artificiosa’.

L’allestimento attuale infatti non si risolve in una mera rievocazione dello stile di vita della classe borghese madrilena in un dato periodo storico, ma più in generale si persegue lo scopo, certo non poco ambizioso, di ampliare lo sguardo su ulteriori aspetti che caratterizzarono il Romanticismo spagnolo: la storia politica, l’economia, le forme del pensiero e dell’arte, gli orientamenti del gusto e del costume, le credenze religiose.

4 fbrica alexandre ventaglio 1858 5 jumeau bambola in porcellana 1879-1889 6 esposizione tres salas museo romntico 1921

Itinerari ‘romantici’/scene di vita romantica fra quotidianità, storia, idee.

L’allestimento risulta nella sua veste definitiva molto accattivante: il visitatore è guidato attraverso saloni e ambienti di rappresentanza, stanze di servizio e quartieri privati, ricostruiti con particolare minuzia. L’impressione è quella di muoversi all’interno di un edificio realmente abitato, in cui la vita è in pieno svolgimento, fra opere di pregio, testimonianze di rilievo storico, nonché oggetti di uso quotidiano che sollecitano spesso il confronto con le abitudini odierne.

La suggestiva ambientazione offre un’attenta ricostruzione dell’universo maschile e femminile: in particolare il gabinete¸ il fumoir, la sala da biliardo (sale 19-22), così come la camera da letto e il boudoir (sale 15 e 16) esemplificano le rispettive consuetudini. Con particolare accuratezza sono ricreate anche le stanze dei bambini, con i giochi e i passatempi propri di quel tempo (sale 14 e 16B).

Il percorso museografico attuale si presta tuttavia ad ulteriori livelli di lettura. Nelle singole sale, attraverso le testimonianze e i documenti esposti, si è tentato infatti di sintetizzare alcuni eventi salienti che hanno segnato l’ascesa di Isabel II al trono di Spagna e gli anni del suo regno, che segnano l’affermazione del Romanticismo spagnolo (sale 0, 1, 5).

Un ulteriore profilo di lettura riguarda gli aspetti artistico-letterari, con approfondimenti sui generi più diffusi, le più significative correnti, i soggetti e i motivi dominanti (sale 6, 8, 9, 10, 17 e 18).

La visita si conclude con alcune risorse aggiuntive; da segnalare, nell’ultima sala (n. 26), il plastico ricostruttivo di un edificio residenziale di epoca romantica, attraverso le cui piccole finestre è possibile ‘spiare’ scene in movimento riprodotte all’interno.

La riapertura del Museo Romántico di Madrid si inserisce in una più generale politica sostenuta dal Ministerio de Cultura spagnolo, che ha promosso negli ultimi anni un progressivo recupero delle collezioni di sua pertinenza: queste ultime costituiscono solo una parte del cospicuo patrimonio museale spagnolo, particolarmente eterogeneo per titolarità, natura delle collezioni, forme di gestione. Il Ministerio, attraverso la Subdirección general de Museos estatales, si occupa direttamente di un ristretto numero di musei statali, mentre la gestione di altri sessanta, pur restando inalterata la proprietà, sempre statale, risulta trasferita alle Comunità autonome nei cui territori tali istituzioni sono presenti. In una prospettiva più ampia, il Ministerio ha anche affrontato recentemente molteplici tematiche in rapporto alle rinnovate esigenze della società spagnola contemporanea, fino a pochi decenni fa ancora soggetta al regime totalitario franchista. In particolare il dibattito politico e culturale nazionale ha riguardato le seguenti tematiche: analisi dei compiti e delle funzioni dei musei, amministrazione delle risorse, erogazione di servizi alla collettività, prospettive di intervento sul lungo termine.

Una delle più recenti linee di intervento del Ministerio riguarda la realizzazione di una Red de Museos de España, proposito sancito con Real Decreto del 31 luglio 2009: l’obiettivo è quello di realizzare un coordinamento fra i musei spagnoli di proprietà statale, anche con la prospettiva di un progressivo coinvolgimento delle altre amministrazioni pubbliche (governi autonomici, amministrazioni locali) o enti privati proprietari di musei.

 

IMMAGINI (tratte dal sito istituzionale del Museo Romántico de Madrid: http://museoromanticismo.mcu.es/)

1. Leonardo Alenza, Sátira del suicidio romántico, 1839 c., olio su tela

2. Antonio María Esquivel, Escena de baile bolero, 1830 c., acquerello

3. Ignace Pleyel, Pianoforte, 1848-1854

4. Fábrica Alexandre, Francia, Ventaglio, 1858

5. Emil-Louis Jumeau, Bambola in porcellana, 1879-1889

6. Anonimo, Immagine fotografica che riproduce parte dell’esposizione ‘Tres Salas del Museo Romántico', organizzata nel Palacio de Bibliotecas y Pinturas (1921)

 

Bibliografia

- A. Vegue y Goldoni, Tres salas del Museo Romántico, Madrid, 1921.

- Indicaciones y noticias al inaugurarse el Museo Romántico y su Archivo Militar, Comisaría Regia de Turismo, Madrid, 1924.

- Noticia del Museo Romántico y su Archivo Militar. Antecedentes e Inventario provisional de las Colecciones, Comisaría Regia de Turismo, Madrid, 1924.

- V. Traver Tomás, El marqués de la Vega-Inclán, Madrid, 1945.

- E. D’ors, En el Museo Romantico, Novísimo glosario, Aguilar, Madrid, 1946.

- M. Rodríguez de Rivas, Museo Romántico. Guías de los Museos de España IV, Dirección General de Bellas Artes, Madrid, 1955.

- El Marqués de la Vega-Inclán, 1er. comisario regio de Turismo y Cultura Artística Popular, Dirección General de Bellas Artes, Fundaciones Vega-Inclán, Castellón, 1965.

- J. Ortega y Gasset, Para un museo romántico. Conferencia, in El Espectador, V-VI, Madrid, 1966, pp. 152-166.

- M. Agulló y Cobo, Ventura Rodríguez: noticias biográficas in El arquitecto D. Ventura Rodríguez (1717-1785), Catálogo Exposición Museo Municipal, Madrid, Concejalía de Cultura, 1983, pp. 89-107.

- M. Fernández García, in Parroquia madrileña de San Sebastián. Algunos arquitectos que fueron feligreses de esta parroquia, Madrid, 1988, pp. 35-36.

- R. Donoso Guerrero, El Museo Romántico, Revista Villa de Madrid, 199, Ayuntamiento de Madrid, Madrid, 1989.

- F. Azorín, El Marqués de la Vega-Inclán y el Museo Romántico, Madrid, Artes Gráf. Municipales, 1997.

- M. Bolaños, Historia de los museos en España. Memoria, cultura, sociedad, 1997, pp. 289-290.

- B. Torres Gonzales, Aproximación a un Proyecto Museológico. El Museo Romántico: un museo de ambiente, in Revista del Museo Romántico, 1, 1998, pp. 13-79.

- P. Moleón, C. Fernández Hoyos, “El edificio del Museo Romántico de Madrid”, Revista del Museo Romántico, 1, 1998, pp. 81-107.

- M. Rodríguez Collado, Breve historia sobre el Museo Romántico, Revista del Museo Romántico, 1, 1998, pp. 109-115.

- B. Torres González, Plan Museológico del Museo Romántico, Revista del Museo Romántico, 5, 2006, pp. 13-54.

- Museo del Romanticismo. Guía, Secretaría general técnica, Ministerio de Cultura, Madrid, 2009.



1. J. de Ortega y Gasset, Para un Museo Romántico, El Espectador, VI. O.C., II, p. 518.

2. Don Benigno promosse anche la creazione della Casa-museo di El Greco a Toledo e della Casa di Cervantes a Valladolid; in qualità di Comisario Regio de Turismo (vedi infra, nota n. 4) si adoperò anche per lo sviluppo del turismo in Spagna e si distinse per numerosi interventi a difesa del patrimonio culturale nazionale.

3. Cfr. il prologo al volume Tres salas del Museo Romántico (di A. Vegue y Goldoni, 1921).

4. Don Benigno diresse per primo la Comisaría, istituita nel 1911 da Alfonso XIII, e rimasta in funzione fino al 1927, quando fu creato il Patronato Nacional de Turismo.

5. Sulla figura dell’architetto: M. Agulló y Cobo, Ventura Rodríguez: noticias biográficas in El arquitecto D. Ventura Rodríguez (1717-1785), Catálogo Exposición Museo Municipal, Madrid, Ayuntamiento, Concejalía de Cultura, 1983, pp. 89-107; M. Fernández García, in Parroquia madrileña de San Sebastián. Algunos arquitectos que fueron feligreses de esta parroquia, Madrid, 1988, pp. 35-36.

6. Cfr. P. Moleón, C. Fernández Hoyos, El edificio del Museo Romántico de Madrid, Revista del Museo Romántico, 1, 1998, pp. 95-97.

7. Indicaciones y noticias al inaugurarse el Museo Romántico y su Archivo Militar, Comisaría Regia de Turismo, Madrid, 1924; Noticia del Museo Romántico y su Archivo Militar. Antecedentes e Inventario provisional de las Colecciones, Comisaría Regia de Turismo, Madrid, 1924. Nel 1927 il Museo è stato acquisito in via definitiva dall’amministrazione statale spagnola e il 1 marzo 1962 è stato riconosciuto “Monumento Histórico Artístico”. Al momento, in qualità di museo statale, è gestito dal Ministerio de Cultura ed è inserito nella Red de Museos de España: cfr. http://museoromanticismo.mcu.es/.

8. Ulteriori interventi, di entità comunque più limitata, furono compiuti a più riprese negli anni Settanta e Ottanta, rispettivamente dagli architetti F. Chueca Goitia e I. Gárate Rojas. Cfr. M. Rodríguez Collado, Breve historia sobre el Museo Romántico, in Revista del Museo Romántico, 1, 1998, p. 110.

9. Per un breve periodo si aggiunse anche un fondo documentale di oltre mille volumi, inerente la Guerra di Indipendenza, che rimase presso la sede di Calle de San Mateo fino al 1942, quando al Servicio Histórico Militar. Cfr. Su questo Marqués de Lozoya y F.J. Sánchez Cantón, Museo Romántico y Legado Vega-Inclán. Guia, Madrid, 1945.

10. Ha comportato un investimento finanziario di oltre nove milioni di euro.

11. Il progetto è stato elaborato dalla direttrice, la storica dell’arte e archeologa Begoña Torres, con l’architetto Ginés Sánchez Hevia. Alcuni lavori devono essere ancora completati e i nuovi spazi previsti al piano terra, la tienda e un salone da the, verranno inaugurati prossimamente. Cfr. B. Torres Gonzales, Aproximación a un Proyecto Museológico. El Museo Romántico: un museo de ambiente, in Revista del Museo Romántico, 1, 1998, pp. 13-14; cfr. anche Museo del Romanticismo. Guía, Secretaría general técnica, Ministerio de Cultura, Madrid, 2009, passim.

 
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