Predella
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Indice e rubriche Teatro Filosofia, poesia, arti visive e performative per una nuova vita del simbolismo dantesco: il CRA-INITS Divine Comedy Project

Filosofia, poesia, arti visive e performative per una nuova vita del simbolismo dantesco: il CRA-INITS Divine Comedy Project

E-mail Stampa PDF

di Albert Daring

 

Il Divine Comedy Project è un originale progetto educativo dantesco concepito da Carla Rossi Academy - International Institute of Italian Studies (CRA-INITS)1 a partire dall’anno accademico 1993-19942 (Figg. 1-2). Il suo scopo principale è l’attualizzazione del simbolismo del Poema dantesco, coinvolgendo varie discipline espressive, per avvicinare il pubblico di media cultura e gli studenti delle scuole superiori e universitari, italiani e stranieri, incoraggiandoli a riscoprire la ricchezza dell’opera dantesca. Il progetto è in linea con le tendenze del pensiero e dell’arte contemporanea del post-postmodernism, nella ricerca di una nuova sincerità attraverso il dialogo interattivo e costruttivo con le forme e i valori del passato. Fino ad oggi il “D.C. Project” ha previsto l’organizzazione annuale di vari programmi formativi e di corsi di perfezionamento in ermeneutica dantesca ai quali prendono parte studiosi e giovani borsisti internazionali. Fra il 2005 e il 2006, CRA-INITS ha ultimato l’ideazione e il progetto di massima di un museo psico-educativo, artistico, multisensoriale e interattivo, sulla visione dantesca del viaggio ultramondano (The Divine Comedy Museum & Garden ®)3, parallelamente è stata concepita anche una nuova edizione della Divina Commedia che è ancora in corso di elaborazione4 e prevede l’accostamento al testo originale di Dante di un’originale riscrittura moderna in prosa poetico-interpretativa. In essa vengono investigati e discussi filosoficamente i sensi profondi del percorso psichico dantesco e ne viene rivissuta l’emozione. Dal 2008, CRA-INITS presenta in Italia e all’estero questa riscrittura ancora inedita attraverso un programma di performance art denominato ‘Evocazioni Dantesche (Danza, Musica e Parola)’. Il direttore del progetto è Marino Alberto Balducci che poeticamente e filosoficamente, già dagli anni Novanta del secolo scorso, con le sue Rapsodie indiane si era mosso alla ricerca di percorsi alternativi al nichilismo postmoderno5, in quella che Giorgio Luti ha definito la sua ansia di ‘ricostruzione’6. E il progetto sta arricchendosi con molte iniziative correlate: coinvolgendo studenti italiani e stranieri, di livello universitario, della scuola superiore e addirittura del livello elementare nell’ambito di Evocazioni Dantesche, mostre fotografiche, videoinstallazioni, ecc. (Fig. 3)

1 2 3 4 5

UN MUSEO GIARDINO DI ARTE CONTEMPORANEA SULLA DIVINA COMMEDIA

Durante l’anno accademico 2004-2005 CRA-INITS ha favorito il compimento dell’impostazione di base e del progetto di massima di un museo psicoeducativo, artistico, multisensoriale e interattivo sulla visione dantesca del viaggio ultramondano: The Divine Comedy Museum & Garden ®7.

Per quanto prevede il progetto, le opere d’arte saranno disposte lungo un percorso programmatico specifico e permanente, al chiuso e en plein air, contraddistinto da una serie di emblemi. Tale percorso rappresenterà per i visitatori il passaggio della coscienza dallo stadio dell’angoscia (‘inferno’) all’illuminazione gioiosa (‘paradiso’). Questo museo, unico nel suo genere, permetterà di rivivere tutta l’essenza della Divina Commedia in una forma di percorso iniziatico introspettivo che tiene conto delle più recenti teorie di Hartmann e Kunnen sullo healing garden, il feng shui e il bioenergetic landscape. Artisti contemporanei di fama internazionale saranno invitati a realizzare dieci emblemi fondamentali che costituiranno la collezione permanente e segneranno le fasi fondamentali del percorso dei visitatori. Artisti emergenti saranno selezionati ogni anno per mostre temporanee sui 100 canti della Divina Commedia. Una continua illustrazione e attualizzazione della fantasia visionaria dantesca sarà così favorita e potrà mutare con il passare degli anni, secondo la novità di tendenze e di stili dominanti8. In questo luogo saranno organizzati eventi di vario genere a carattere interdisciplinare e saranno studiati ogni volta per un diverso tipo di pubblico.

Autore del progetto di massima è l’architetto Arianna Bechini (CRA-INITS Managing and Artistic Director), studiosa dell’arte del paesaggio9 e, in particolare, di Pietro Porcinai e dei giardini esoterici di Collodi10.

UNA RISCRITTURA MODERNA DEL POEMA DI DANTE CON ILLUSTRAZIONI D’ARTE

“The CRA-INITS Divine Comedy”© si presenta come una serie di tre romanzi filosofici autonomi (Inferno: scandaloso mistero – Purgatorio: dolore di gioia – Paradiso: piacere e conoscenza) che mostrano una libera versione poetico-interpretativa in prosa italiana della Divina Commedia, sviluppata canto per canto ed arricchita da inedite visualizzazioni artistiche infratestuali11. Tale versione moderna è realizzata da Marino Alberto Balducci (CRA-INITS Director of Graduate Studies and Research) coadiuvato dai suoi più stretti collaboratori. L’illustratore dell’opera è il toscano Marco Rindori. Elvira G. Di Fabio (Senior Preceptor in Romance Languages and Literatures, Harvard University, U.S.A.) sta dirigendo al momento il progetto di traduzione in inglese del primo romanzo di Balducci appena compiuto e ancora inedito, presentato e interpretato recentemente da Ugo Pagliai, durante un concerto-spettacolo organizzato da “Estate Regina & Maggio Musicale Fiorentino Formazione”12 (Fig. 4).

Nella Divina Commedia CRA-INITS, il viaggio ultraterreno si sviluppa attraverso i capitoli di un’ampia narrazione visionaria. Tale racconto ha carattere suggestivo, e può introdurre a ulteriori studi e meditazioni sulla creatività poetica dantesca. Ogni romanzo tratto dalle singole cantiche presenta sempre in appendice il testo originale di Dante, per consentire ai lettori di operare utili ed opportuni confronti. “The CRA-INITS Divine Comedy”© ha lo scopo di attualizzare formalmente i significati della visione dantesca, aiutando i lettori di oggi ad assimilarne i valori simbolici (Fig. 5). In essa, la novità del racconto romanzesco di Balducci è rappresentata proprio dalla sua libertà stilistica. Non si tratta infatti di una pedissequa versione letterale del Poema, bensì di un’operazione creativa, in cui l’autore moderno, come studioso e interprete di Dante, non si limita a ‘tradurre’ fedelmente la profondità della lettera, con i suoi valori storico-politici, culturali e spirituali, ma testimonia come poeta i risultati di un suo autonomo dialogare con il pensiero e il sentimento danteschi13. La libera versione CRA-INITS è dunque una ‘ri-scrittura’ attualizzante e divulgativa (ma non per questo banalizzante e avvilente) della Divina Commedia, e mira a ‘ri-produrre’, in base alla nostra sensibilità contemporanea, l’autentico messaggio liberatorio dell’Opera, relativo al destino dell’anima, limitata certamente dal dolore, ma destinata anche, per sua stessa natura, alla conquista della gioia eternale14.

La lingua della libera versione CRA-INITS è concreta e ricercata al contempo. Non solo usufruisce della ricchezza del lessico letterario formale, ma si apre espressivamente all’uso di termini e forme colloquiali tradizionali e anche strettamente contemporanee, reintroducendo inoltre vocaboli ormai desueti che al presente rischiano di cadere nell’oblio e di morire, a causa della povertà lessicale di molti parlanti e del prevalente uso quotidiano dei vari tecnicismi scientifici ed informatici, così come dei forestierismi di matrice anglosassone e delle mille forme di ‘linguaggio semplificatorio’. Dal punto di vista stilistico-narrativo, ricordando quello che Mario Luzi ha suggerito e ha scritto su di lui15, l’autore della libera versione prova sempre a mantenersi fedele alla necessità della chiarezza e, insieme, al recupero di uno strettissimo rapporto tra parola e musica nell’ambito speciale del poetico e della sua originaria sacralità.

A questo proposito, si consideri quanto affermato dallo stesso Balducci in una recente intervista: «In passato, con Rapsodie indiane e Quartine d’amore ho avvertito il bisogno di esprimere il mio sentimento in forma puramente poetica e musicale secondo un ritmo specifico in cui il mio sentire si è naturalmente composto. Si tratta di un verso preciso, il dodecasillabo, un verso poco frequentato dalla nostra tradizione nazionale, se si eccettua la grande esperienza manzoniana. L’avventura della Libera versione è diversa. Nasce da un momento diverso della mia storia personale. È un avventura poetica, che scaturisce comunque dalla constatazione che il nostro passato prossimo e il nostro presente non possono ricollegarsi al poetico-musicale, se non attraversando il grande mare della prosa, nel quale nel Novecento ha fatto naufragio la tradizione poetico-musicale. Da qui... proprio da qui nasce la mia scelta del parlare in prosa: certo per essere più vicino alla maggior parte di noi che ha ormai dimenticato l’antica musica, ma non la nostalgia della sua essenza. Ancora infatti aneliamo, musicalmente, alle proporzioni del Bello. Ma il nostro viaggio (il nostro ‘ritorno’) deve procedere per gradi, poco a poco. Così mi è sembrata più adatta (più ‘onesta’) la scelta della prosa, una prosa particolare, comunque, una ‘musica-prosa’ che sempre esprime un anelito al melodioso e al ritmo di proporzionati accordi. La scelta della prosa è stata dettata anche dalle esigenze didattiche, educative che stanno alla base del progetto dantesco CRA-INITS. In esso, la prosa è fondamentale, e lo è in funzione di quella chiarezza espositiva che si richiede per una efficace presentazione dei simboli del Poema dantesco»16.

6 7 8 9 10

L’appena compiuto romanzo Inferno. Scandaloso mistero, avendo in appendice anche alcuni esperimenti di libera versione del Purgatorio e del Paradiso, mostra già un’idea sufficientemente completa di tutto il lavoro di riscoperta che Balducci ha organizzato intorno alla parola dantesca per offrire all’uomo contemporaneo la possibilità di un nuova visione del sacro e del mistero in una prospettiva assolutamente anti-nichilista, che sembra collocarsi al di là del postmoderno sulla linea del pensiero di Mikhail Epstein e della ‘New Sincerity’17, del classicismo vitale e di quella stessa tendenza ricostruttivista odierna che già sul finire del secolo scorso poeticamente e teoricamente Balducci aveva anticipato18.

L’itinerario della Libera versione è dunque il viaggio alla ricerca di un ordine, un viaggio che «nasce formalmente dalla volontà di ricostituire un legame con ciò che abbiamo perduto nel tempo dei crolli che ci lasciamo alle spalle: in esso abbiamo smarrito la fiducia pre-decadente nella Bellezza e nel Vero che sempre ci avvolgono... e sempre ci chiamano. Questa fiducia si sviluppa in musica, nel senso tradizionale di ‘armoniosi rapporti’. Attraverso la musicalità e la geometria del discorso poetico, in qualche modo, la Libera versione cerca di ritrovare un’armonia»19.

Come il primo romanzo ci mostra, il viaggio costantemente interagisce con le categorie del ‘mistero’ e dello ‘scandalo’ a cui appartiene l’intero progetto. E Balducci, in questo senso, ha affermato: «L’opera è misteriosa per molte ragioni che, credo, il lettore più accorto potrà scoprire poco a poco, nel trovarsi al cospetto di tutti i simboli arcani ai quali Dante per primo rifiuta di conferire significati univoci e trasparenti. Il mio racconto in prosa è poi diviso in unità tematiche principali da una amplissima serie di crittografie. Sono queste scritture misteriose che possono aiutare il lettore ad immergersi nella coscienza del protagonista pellegrino nel mondo dei morti, una coscienza colta, rammemorante, una coscienza che, nella Visione, ricorda anche altri libri, scene e concetti descritti da altri autori, ed è poi continuamente, tragicamente scioccata e umiliata da quel continuo urlare dei demòni, nel loro incomprensibile linguaggio d’inferno, dal bestemmiare e dalle oscenità ripetute di tutte le folle di anime dannate. Il mio romanzo è scandaloso, a causa della continua presenza di questo linguaggio perverso, estremo: rispecchiamento realistico di una profonda caduta dell’anima stanca. Esistono poi anche altre ragioni di ‘scandalo’, e sono queste ragioni concettuali, non solo formali. ‘Scandalosa’, da un punto di vista cattolico romano può essere considerata l’idea dantesca dell’inferno come luogo percorribile, un carcere aperto e non eterno, dal quale è sempre possibile la fuga... perché il vizio dell’uomo è solo una gabbia, e ha il chiavistello chiuso dal di dentro. Inoltre, ‘scandalosi’ e fecondi sono anche altri atteggiamenti di Dante, come la strenua difesa del libero e illimitato amore umano in tutte le forme (incluso l’adulterio, l’omosessualità e la zooerastia), così come la fortissima critica all’Islam, considerato come un’eretica ed arrogante deformazione scismatica dell’unica verità cristiana dell’Amore (nonostante la profonda ammirazione dantesca per la cultura araba e per la sacralità mistica di Al-Ghazali), e il fondamentale giudizio negativo che si dirige verso la corruzione del Vaticano, con tutta la messe dei suoi interessi politico-economici e le ingerenze che non riguardano e abbracciano il regno dei cieli»20.

Nell’edizione CRA-INITS del Poema dantesco, la narrazione del romanzo filosofico evidenzia i suoi simboli principali anche attraverso l’arte di Marco Rindori e le sue illustrazioni inserite nelle varie “unità tematiche” dei capitoli/canti, permettendo così ai lettori di concentrarsi e riflettere sui maggiori aspetti essenziali della visione dantesca. L’intero corredo di immagini rispecchia un programma progettuale preciso e nasce da un’intensa collaborazione fra l’artista illustratore e l’autore della libera versione. In maniera diretta o indiretta, queste immagini condensano simbolicamente l’esperienza intima del pellegrino, nella sua faticosa ricerca di una compiuta e superessenziale felicità. Le illustrazioni di Marco Rindori individuano ogni volta ‘segnali del profondo’ e sviluppano un continuo discorso psicoterapeutico. Narrano, certo, eppure non rappresentano un risultato, ma un ‘processo’, mostrando così gradualmente molteplici indizi occultati rivelatori di sensi diversi a seconda dello specifico percepire dei singoli osservatori21. (Figg. 7-8).

Attraverso uno studio iniziato alla fine degli anni Settanta sugli stili espressivi del Rinascimento, Marco Rindori ha costruito giorno per giorno un mestiere che potrebbe essere definito quasi anacronistico, stante la necessaria, indispensabile esperienza tecnica che egli ostinatamente affina e ripropone. Nel suo caso non si tratta comunque di un vacuo formalismo accademico, ma del coraggio di un contemporaneo che dopo i vari ‘crolli’ e decostruzioni del Novecento, afferma con sincerità il suo bisogno di un’armoniosa misura, nell’indagine delle zone d’ombra dell’animo, delle ‘cose profonde’ e del Mistero22. Rindori ci sembra molto sensibile alle più note premesse della transavanguardia italiana (in particolare il genius loci e l’’ideologia del traditore descritte da Bonito Oliva)23 e pure alle dichiarazioni programmatiche dell’attuale remodernism di Billy Childish e Charles Thompson24. Il suo obiettivo rimane sempre quello di una reazione alla bancarotta spirituale del Novecento, nella ricerca di un nuovo colloquio con gli archetipi eterni dell’anima. Come Balducci, anche Marco Rindori stabilisce, da moderno, uno strettissimo dialogo con il passato, in virtù di una rara perizia tecnico-formale che lo porta a restituire l’immaginario dantesco in un linguaggio che riecheggia e si genera fisicamente dal suo linearismo drammatico, nell’eterna neoplatonica ricerca di una catarsi che muove dal corpo michelangiolesco e si distilla attraverso la carne25.

11 12 13 14 15

LE CONFERENZE-SPETTACOLO ‘EVOCAZIONI DANTESCHE’: PERFORMANCE & BODY ART

A partire dall’anno accademico 2007-2008, Carla Rossi Academy - INITS collabora con gli Assessorati alla Cultura e allo Spettacolo di Montecatini Terme - Pistoia organizzando un programma annuale di incontri fin dall’inizio supportati dalla locale Società delle Terme (Figg. 9-10). Gli eventi sono organizzati in situ, nei famosi stabilimenti termali, come in altre città italiane e all’estero. Tale programma, denominato Evocazioni Dantesche (Danza, Musica e Parola), si sviluppa in una serie di conferenze-spettacolo (della durata di circa un’ora e venti) e prevede ogni volta la presentazione di un diverso canto da parte di Marino Balducci. Durante ogni incontro, vengono introdotte le varie unità tematiche del testo originale del Poema attraverso il discorso storico-filosofico. Le illustrazioni di Marco Rindori sono ogni volta proiettate nel corso della conferenza ermeneutica, come essenziale punto di riferimento iconico. La parte spettacolare di ogni evento prende poi vita fra scenografie digitali e musiche elettroniche originali, danze mimiche (Fig. 11) e letture drammatizzate di alcuni brani della moderna ‘ri-scrittura’ in prosa poetica della Divina Commedia che Balducci sta realizzando (Fig. 1). Per l’anno 2010 Evocazioni Dantesche ha ricevuto il patrocinio del Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), della Regione Toscana, della Società Dantesca Italiana (Firenze), del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali (Ravenna), della Società Dante Alighieri (Roma) (Figg. 12-13).

Evocazioni Dantesche ci sembra creato per favorire attraverso un vero e proprio happening la concreta e immediata attualizzazione del simbolismo di Dante e l’approfondimento dei valori etico-culturali della sua Visione attraverso esperimenti di performance art. Questo programma ha dunque un carattere dichiaratamente educativo, essendo ispirato alle più recenti metodologie didattiche psico-suggestive, drammatiche e spettacolari, ed è concepito per coinvolgere tutti, non solo il pubblico studentesco, mostrando appieno l’attualità e la straordinaria apertura morale, politica e spirituale del pensiero di Dante e del suo concetto di amore come armoniosa apertura alla diversità dell’umano. Tramite le sue conferenze-spettacolo, Carla Rossi Academy vuole incoraggiare tutte le discipline creative ad esprimersi in un libero dialogo con la strabiliante ricchezza della fantasia dantesca, allo scopo di aiutare ciascuno di noi ad indagare più a fondo, attraverso l’arte, il mistero della vita26. Ogni componente artistica di queste conferenze-spettacolo è sempre diversa e integralmente originale: questo conferisce coerenza e freschezza ad ogni iniziativa.

Per le musiche elettroniche inedite CRA-INITS ha coinvolto Andrea Pozzi e il suo gruppo italo-tedesco Sensory Gate che, riconnettendosi variamente alla lezione ambient di Brian Eno, alla ripetitività minimale di Ryuichi Sakamoto e alle suggestioni chillout di Claude Challe, includendo e ibridando stili della musica non accademica quali jazz, rock e world music, pratica un genere musicale di tipo elettroacustico. L’ideale rimane sempre quello di un armonioso collage una genuina concordia discors in cui elementi disparati possano coesistere in un principio complesso di sensuale e appagante integrazione sonora. All’insegna dei sensi dunque (quelli che aprono il ‘misterioso cancello’) si consuma l’operazione alchemica che fonde ciò che all’intelletto sembra un’impossibile armonia di contrari, includendo anche - sorprendentemente eppure necessariamente - tracce classiche e tradizionali della musica accademica. La musica elettronica concepita da Sensory Gate per il programma CRA-INITS Evocazioni Dantesche si distingue per una particolarissima fusion e comprende musica sacra e profana del tempo di Dante (gregoriano romano, polifonia due-trecentesca, canti amorosi trobadorici, musica popolare dell’Europa occidentale, araba-magrebina, ebraica e indiana), suoni naturali, melodie e ritmi strettamente contemporanei, suggestive parti recitate da Marco Arrigoni e Silvia Prioreschi di Progetto Idra (www.progettoidra.it) che riproducono testi italiani, latini, antico-francesi e provenzali delle crittografie: i brani misterico-poetici che intervallano le unità tematiche della libera versione in prosa moderna27.

Le coreografie di ‘Evocazioni dantesche’, a carattere strettamente contemporaneo, sono create da Antonella Tronci di Axe Ballet, allieva di Micha Van Hoecke, Peter Goss e Joe Alegado28. Il loro linguaggio simbolico interpreta il discorso mistico della Divina Commedia attraverso una complessa e ritualizzata mimica corporea, emozionanti improvvisazioni e freestyle dance. In queste espressioni, ci sembra palese (e non potrebbe essere altrimenti) la lezione di Martha Graham e della ‘raffigurazione materica dell’inconscio’, e pure un segreto richiamo a Isadora Duncan, in quel mistero magico dei corpi nudi in movimento nel buio e dei volti coperti da un velo (Fig. 14).

Gli attori della Compagnia Teatrale Progetto Idra sono stati allievi di Carmelo Bene, Orazio Costa, Dario Fo e Richard Sheckner. Derivando da Grotowski il ‘culto della sacralità attoriale’ e la pratica del ‘teatro povero’ (povero di mezzi e strabordante di espressione), danno vita vissuta e parola moderna alle atmosfere e agli spettri della Visione dantesca, leggendo e interpretando fra il pubblico e i danzatori la libera versione di Balducci29.

Ogni evento ha regia collettiva e nasce da una stretta collaborazione fra tutti gli artisti coinvolti. La direzione artistica di Evocazioni Dantesche è di Arianna Bechini che veste i corpi nudi dei danzatori con i colori e il disegno essenziale delle sue proiezioni psicosuggestive: proiezioni digitali elaborate in stretta sinergia con i ritmi e le sonorità delle composizioni musicali di Sensory Gate. I paesaggi dinamici creati formano al contempo i diversi quadri scenografici di ogni evento e si pongono in forte dialettica con le coreografie di Axe Ballet, a volte esaltandone o contrastandone i movimenti, nei quattro atti simbolici di ogni confenza-spettacolo (Fig. 15). La messinscena di Arianna Bechini, fortemente emozionale, si svolge al cospetto del pubblico, ma anche fra il pubblico, nei corridoi, generando un potente coinvolgimento. Tutto questo ci suggerisce inevitabili comparazioni internazionali, proprio perché lo spettacolo appare molto sensibile al pensiero di Jean-Luc Marion30, alle recenti teorie performatiste di Raoul Eshelman sull’esperienza del trascendente mediata in termini estetico-drammatici31 e — pur nella sua autonomia di linguaggio e di sentimento spirituale del Sacro — ci sembra in qualche modo stabilire un dialogo (magari solo per contrasto) sia con lo sconvolgente estremismo di Hermann Nitsch32, sia con le fisiche e surreali eleganze di Vanessa Beecroft33.

 

NOTE

1. CRA-INITS è un istituto educativo privato internazionale. Fondato in affiliazione con la University of Connecticut – USA, si occupa principalmente di ermeneutica dantesca e studi rinascimentali. Dal 1998, CRA-INITS ha iniziato a organizzare programmi formativi specifici per Harvard University – U.S.A. L’istituto collabora anche con altre università italiane e straniere, ed è divenuto autonomo per lo Stato Italiano nel 2004, come ‘Ente non-profit di Formazione Universitaria e Ricerca’. Creato in memoria della sua colta benefattrice, CRA-INITS ha sede legale presso Villa La Fenice in Toscana, a Monsummano Terme, nel territorio pistoiese della Valdinievole, in quella stessa ‘valle delle nebbie’ storicamente legata alle ruberie del personaggio infernale Vanni Fucci e al leggendario ponte dantesco. Appassionata di letteratura, musica e arte (e in particolare di Virgilio, Dante e D’Annunzio), negli anni Quaranta del secolo scorso, Carla Rossi era stata a Firenze allieva di Giacomo Devoto, Attilio Momigliano e Giuseppe De Robertis. Villa La Fenice era la sua casa che ora accoglie ogni anno, in sua memoria, circa 20 studenti e/o studiosi, per corsi di studio e programmi di ricerca. Come editore telematico, CRA-INITS offre un servizio gratuito di pubblicazioni elettroniche a vantaggio di ricercatori e allievi specializzandi (). In collaborazione con la Casa Editrice Le Lettere di Firenze, l’ente pubblica inoltre una collana di studi filosofico-letterari denominata “Biblioteca la Fenice”. CRA-INITS è Membro Benemerito dalla Società Dantesca Italiana e Life Member of the Dante Society of America. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, Montecatini Terme - Pistoia, Carla Rossi Academy Press, 2008, p. 24.

2. Ivi, pp. 2-3.

3. Ibid.

4. La nuova edizione CRA-INITS e gli altri aspetti del ‘CRA-INITS Divine Comedy Project’ sono stati illustrati a Firenze nel giugno 2007 (nell’ambito delle manifestazioni commemorative ufficiali per la nascita di Dante) presso il Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai e nella Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, alla presenza della autorità cittadine e regionali e dei rappresentanti di varie istituzioni culturali fiorentine come la Società Dante Alighieri, il Museo Casa di Dante e la Società Dantesca Italiana. Cfr. C. Ceccuti, Messa cantata alla Badia Fiesolana e letture per festeggiare il 742° compleanno di Dante, «Q.N. Quotidiano Nazionale - La Nazione/Firenze», a. 149, n. 155, 7 giugno 2007, p. XIV; V. Fanizza, Firenze e Ravenna insieme per Dante. Le delegazioni delle due città rendono omaggio al Poeta, «Il Corriere di Firenze», a. IX, n. 154, 7 giugno 2007, p. 17.

5. Questo volume poetico-filosofico (composto in India e in Italia dal 1988 al 1989, e già pubblicato elettronicamente da Carla Rossi Academy Press nel 1998) accoglie in tal senso dichiarazioni esplicite: «Per me l’esilio ha senza dubbio un valore metafisico, ma non solo: io lo vivo anche in un senso storico, culturale, a causa della mia scarsa condivisione delle forme, dei linguaggi, dei modi del nostro tempo. E dico questo non solo da un punto di vista estetico, ma anche morale. Perché non posso proprio rinunciare a credere che tra i due ambiti vi sia una profonda determinante relazione. Verità è Bellezza, Bellezza è Verità: questo si affermava un tempo. E questo io credo ora. Molti lo hanno dimenticato o, almeno, vivono in una simile convinzione». Cfr. M. A. Balducci, Rapsodie indiane. Un viaggio verso le origini di Verità e Bellezza (Presentazione di Mario Luzi), Firenze, M.I.R., 2000.

6. «Referto di due viaggi che l’autore ha compiuto nel 1988 e nel 1989, le Rapsodie indiane si propongono come una originale suite alla quale si affida non solo il significato di un impegno ricostruttivo nello spazio e nel tempo, ma anche e soprattutto una volontà di ricerca delle intime ragioni di una scoperta intellettuale profondamente inserita nella riflessione poetica sulle ragioni del vivere al fondo di una realtà misteriosa recuperata attraverso il sogno e la iniziazione catartica. Libro per molti aspetti anomalo nel panorama della produzione poetica contemporanea, le Rapsodie indiane propongono, nella classica linearità del loro dettato, una sofferta indagine determinata da un clima di straordinaria bellezza e da una cosciente interpretazione di un mondo nuovo e inesplorato. Un viaggio d’amore in cui le immagini si incidono in un quadro costantemente rinnovato dal dolore e dalla gioia che l’impatto in una “geografia” inusitata produce in una coscienza perennemente sollecitata a cogliere il segreto che è celato nella visionarietà che appare come l’elemento determinante del viaggio stesso». Cfr. G. Luti, L’impegno ricostruttivo di Rapsodie indiane, Bibliotheca Phoenix (Critica ermeneutica e scrittura creativa), n. 12, Carla Rossi Academy Press, < http://www.cra.phoenixfound.it/ipubbf.htm >, p. 6.

7. Non ancora realizzato, idealmente il museo dovrebbe sorgere in Toscana, in un luogo idoneo di facile raggiungimento per il turismo adulto e giovanile studentesco. Il museo accoglierà un salone per conferenze ed esperienze psicosuggestive multisensoriali, spazi espositivi interni ed esterni, in un giardino tematico a forte connotazione simbolica. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, cit., pp. 2-3.

8. Questa è una nostra brevissima sintesi di quanto si afferma nell’ancora inedita descrizione dettagliata del progetto registrato legalmente come CRA-INITS Divine Comedy Museum and Garden nel 2007. Per le caratteristiche generali e tecniche di questa tipologia innovativa di giardino, si consideri quello che è il più aggiornato riferimento italiano: M. Nieri, Bioenergetic Landscape. La progettazione del giardino terapeutico bioenergetico, Napoli, Sistemi Editoriali, 2009.

9. Cfr. A. Bechini, Dal restauro al ripristino fino alla conservazione e manutenzione dei giardini e parchi storici, in Giardini e Parchi, Storia Morfologia Ambiente, a c. di M. Vannucchi), Alinea Editrice, Firenze, 2003, pp. 281-292; Un progetto per il giardino e il museo di Casa Giusti, Bibliotheca Phoenix (Studio Anthesis – Architettura dei giardini), n. 1, Carla Rossi Academy Press, <http://www.cra.phoenixfound.it >, 1999, pp. 1-57.

10. Cfr. Il Giardino Garzoni a Collodi e la sua struttura idrica. Evoluzione storica e ipotesi di restauro, con appendice su L’acqua e le sue implicazioni esoteriche, Bibliotheca Phoenix (Studio Anthesis – Architettura dei giardini), Carla Rossi Academy Press, , 2001, pp. 7-177; Un’avventura eclettica: Pietro Porcinai nel Paese dei balocchi, in Natura, Scienza, Architettura. L’eclettismo nell’opera di Pietro Porcinai, a c. di T. Grifoni, Firenze, Polistampa, 2006, pp. 2001-210.; Artifici d’acqua per l’iniziazione dello spirito. Il giardino Garzoni a Collodi, in Le acque, le terre, le genti. Appunti per una storia dell’acqua nel territorio pistoiese, a c. di E. Vannucchi, Firenze, Edifir, 2009.

11. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, cit., pp.2-3.

12. Cfr Evocazioni Dantesche. Un viaggio nella ‘Divina Commedia’, < www.wikio.it/article/58219404 >.

13. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, cit., pp.3-4.

14. Cfr. A. Serpilli, La libera versione di Dante, <http://www.il sole24ore.com/art/SoleOnLine4/tempo libero e Cultura/2007/06>.

15. «L’episodio risponde in pieno all’India virtuale che sta nella mente di colui che si mette in viaggio per cercarla. Vi risponde con efficacia esemplare. Quella India si fa trovare, opera il suo prodigio e lo opera prodigiosamente senza alcuno scandalo. Ho detto narrato ma devo aggiungere cantato in lasse di versi ai quali non interessa tanto la probabilità formale e la tolleranza per il gusto sensibilizzato ai linguaggi poetici novecenteschi (che cos’è il Novecento per il metatempo dell’India?) quanto la comunicazione piana e melodiosa degli incanti e delle prove difficili venute in conseguenza. La chiarezza espositiva è esemplare e non potrebbe darsi senza la persuasione profonda, placida e incontrastata della conversione in atto». Cfr M. Luzi, L’onestà di un libro poetico, prefazione a Rapsodie indiane, cit. pp. 7-8.

16. Cfr. M. Dektar – B. Ortiz, Una libera versione in prosa moderna della ‘Divina Commedia’: intervista a Marino Alberto Balducci, Bibliotheca Phoenix (Critica ermeneutica e scrittura creativa), n. 66, Carla Rossi Academy Press, <http://www.cra.phoenixfound.it>, 2010, pp. 7-8.

17. Cfr. M. Epstein, A Cathalogue of New Poetries, in Russian Postmodernism: New Perspectives on Post-Soviet Culture, a c. di M. Epstein, A. Genis, S. Vladiv-Glover, New York, Berghahn Books, 1999, p. 146, A. Yurchak, Post-post-Communist Sincerity: Pioneers, Cosmonauts, and Other Soviet Heroes Born Today, in What Is Soviet Now?: Identities, Legacies, Memories, a c. di T. Lahusen, P. H. Solomon, LIT Verlag, Berlin-Hamburg-Münster, 2008, pp. 258-259.

18. Giorgio Luti aveva riconosciuto in pieno l’anomalia ricostruttiva del discorso di Balducci, motivando la consegna al poeta del Premio Giusti-opera prima per Rapsodie indiane (cfr. G. Luti, Op. cit. ). Un’opposizione netta all’ironia nichilistica post-moderna veniva riconfermata dall’autore anche nelle Quartine d’amore (composte nell’estate del 2000) e, in particolare, nelle prose filosofiche introduttive alle diverse sezioni poetiche: «Siamo in artistica disposizione se accettiamo di ascoltare i suoni della dolcezza antica, riconoscendo fino in fondo la povertà del reale quotidiano e la sua connaturata imperfezione. È così che — impavidi — ci predisponiamo alle grandi avventure». Cfr. M. A. Balducci, Quartine d’amore, Ragusa, Libroitaliano - Editrice Letteraria Internazionale, 2002.

19. Cfr. M. Dektar – B. Ortiz, Op. cit., p. 7.

20. Cfr. ivi, pp. 11-12.

21. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, cit., pp. 29-31.

22. Ibid.

23. Cfr. A. De Paz, L'arte contemporanea: tendenze, poetiche, ideologie dall' Espressionismo tedesco alla post-modernità (a c. di A. de Paz), Napoli, Liguori, pp. 664-670.

24. Cfr. The Stuckists: The First Remodernist Art Group, a c. di K. Evans, Victoria Press, Mishawaka, Indiana, U.S.A., 2000.

25. Il rapporto con il genio fiorentino non è certo di superficie: ammirati da Antonio Paolucci, i dipinti di Marco Rindori ispirati ai capolavori di Michelangelo sono stati inseriti nella Documentazione Ufficiale dell’Arte Michelangiolesca presso le Soprintendenze degli Uffizi e dei Musei Vaticani.

26. Cfr. Evocazioni Dantesche. Amore e morte e vita, cit., p. 3.

27. Cfr, ivi, pp.28-29.

28. Cfr. ivi, pp. 27-28.

29. Cfr. ivi, p. 27.

30. Ci riferiamo al concetto del ‘phénomène saturé’, spesso collegabile alle espressioni attuali di arte performativa. Cfr. J. L. Marion, Étant donné. Essai d’une phénoménologie de la donation, Paris, Puf, 1997, pp. 277-278.

31. Cfr. R. Eshelman, Performatism, or the End of Postmodernism, Aurora - Colorado, Davies Group, 2008.

32. Cfr. R.Goldberg, Performance Art from Futurism to the Present, London, Thames and Hudson, 1990, pp.163-4.

33. Cfr. G. Di Pietrantonio, Vanessa Beecroft: Drawings and Paintings 1993-2007, Milano, Edizioni Electa, 2007.

 
kredi karti taksitlendirme escort bayan