Predella
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Sisma infinito

 
di Gerardo de Simone ed Emanuele Pellegrini

 

Impossibile non dedicare questo editoriale al sisma infinito che ha colpito l’Emilia. Primo per associare la nostra voce al cordoglio per le molte vittime, decedute sovente sul luogo di lavoro o in operazioni di messa in sicurezza di edifici pericolanti dopo i primi crolli; poi per intervenire direttamente sul tema di nostra diretta competenza, ossia il patrimonio culturale.

Questo numero di Predella, infatti, che esce a ridosso del sisma emiliano, contiene un primo resoconto dei danni al patrimonio culturale nelle zone più colpite, eseguito da storici dell’arte che hanno avviato un primo bilancio con ricognizioni dirette sul campo. Rimandiamo a questi scritti per più circostanziate informazioni sulle singole aree geografiche. Vogliamo invece impostare questo nostro consueto ragionamento d’apertura su un piano generale. Questo terremoto, infatti, l’ultimo di una lunga serie che ha colpito da Nord a Sud tutta l’Italia, dalla Sicilia al Friuli passando per l’Irpinia, l’Umbria e le Marche e l’Abruzzo (considerando solo l’ultimo secolo), ci ha posto di fronte ad alcune novità. Novità nel modo di manifestarsi del sisma, nel modo di lasciare segni sul territorio e novità anche nella gestione del sisma.

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Storia dell’arte e film studies. Chassé-croisé

di Riccardo Venturi

 

Entriamo nella sala di un museo dove è ospitata la retrospettiva di un pittore. Lungo le pareti una fila orizzontale di quadri; osservati uno dopo l’altro evocano i fotogrammi di un film immaginario che ripercorre le tappe salienti della sua carriera artistica. Discutendo i contenuti della sezione monografica di questo numero di “Predella” su “Storia dell’arte e film studies. Chassé-croisé”, Gerardo de Simone mi ricordava che anche le predelle narrative dei polittici ricordano i fotogrammi di una pellicola.

Non sono semplici suggestioni: visitare una mostra d’arte e andare al cinema sono due tra gli eventi che più hanno segnato l’esperienza estetica nel XX secolo. E i musei e le cineteche – in quanto istituzioni culturali dedite alla conservazione e all’esposizione – sono due incarnazioni degli archivi visivi del secolo scorso. Allo stesso modo, i film non sono più scindibili dalla storia del cinema, come dimostrano ad esempio i remake, con risultati paradossali come in Be Kind Rewind (2008) di Michel Gondry in cui questa storia si manifesta come ripetizione, reenactment, ossia una della pratiche artistiche oggi più diffuse.

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cover predella 31

Storia dell’arte e film studies. Chassé-croisé

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